I principali prodotti del frutteto di Agrinaviglio

I frutti principali del nostro frutteto, in ordine alfabetico, sono:

amarene, cicliegie, fichi, frutti di gelso, kaki, mele, mirtilli, nocciole, noci, pere, pesche, susine e uva.  

Ma qual'e' l'origine della frutta che mettiamo sulla nostra tavola?  Abbiamo fatto una piccola ricerca.

Qui di seguito troverai alcune informazioni e curiosita' sui principali alberi da frutta che troverai ad Agrinaviglio.

Ciliegie e Amarene:

Originarie dell'Asia Minore, venne importata dall'attuale Turchia in Italia da Lucullo nel 72 a.C. per poi diffondersi in tutto l'impero.

Il ciliegio, con i suoi fiori cosi' incredibilmente eleganti, ha una parte importante nella mitologia: sacra a Venere nell'antica Grecia, protettrice degli innamorati in Europa e della casa in alcune parti di Italia, dei campi per i sassoni, ma anche simbolo di bellezza femminile in Cina e simbolo nazionale in Giappone. I suoi frutti eleganti e gustosi sono anche molto salutari, grazie al basso contenuto di zucchero e calorie e alle alte concentrazioni di vitamine A e C oltre che di importanti minerali, tra cui potassio, calcio e ferro. 

Tra le varieta' che coltiviamo, puoi trovare dalle precoci cicliegie Bigarreau Burlat e Bigarreau Van, da maggio, alle ciliegie Sun Burst, giugno, alla tardiva cicliegia Durone Nero di Vignola III (prima decade di luglio).   

Fichi:

Considerati frutti preziosi sin dall'antichita' e sinonimo di generosita' gia' a partire dal nome della pianta, “ficus carica”. Questo frutto e' ampiamente presente nella mitologia; per citarne alcune, e' presente oltre 30 volte nella Bibbia; considerato albero cosmico e simbolo di immortalita' per gli Egizi, che utilizzavano e il suo legno per i sarcofagi e bevevano il succo dei suoi frutti per acquisire poteri occulti; presso i Greci era considerato frutto degli dei donato agli uomini, sacro a Dionisio e Priapo, il dio della fecondita'. Il Fico si trova anche nella nell'antica Roma, sacro a Marte, fondatore della citta' eterna. Secondo la mitologia, i gemelli Romolo e Remo furono abbandonati sulle acque del Tevere in una cesta che si fermo' grazie ad un albero di fichi, sotto il quale furono poi allattati da una lupa.

I fichi possono essere consumati freschi o essiccati, ma quel che non tutti sanno sono le proprieta' medicinali attribuite a queste piante, tra cui per esempio la regolarizzazione della motilita' intestinale degli enzimi digestivi contenuti nelle gemme fresche, le proprieta' antinfiammatorie, espettoranti e digestive delle foglie e frutti freschi ( https://it.wikipedia.org/wiki/Ficus_carica ).

Tra le piante di fico presenti all'Azienda Agricola Agrinaviglio potrai trovarne una ultracentenaria, che cerchiamo di preservare sia nella forma principale che nel suo patrimonio genetico, attraverso la la moltiplicazione per talea.

Frutti di gelso: 

Originario dell'Asia, dove era gia' coltivato gia' nel 1200 a.C., il Gelso bianco fu importato da Marco Polo 1271 dalla Cina, dove era ed e' tutt'oggi impiegato principalmente nella produzione di seta pregiata (i bachi da seta sono ghiotti di foglie di gelso!) e nella medicina tradizionale cinese. Anche in Italia e' stato impiegato nella bachicoltura fino al '900, poi, con la produzione di fibre sintetiche, l'allevamento dei bachi da seta e' andato via via scomparendo e cosi' anche l'impiego del gelso bianco.  

Il gelso nero, originario dell'Asia minore, gia' noto nell'antica Grecia cosi' come nell'antica Roma, dove veniva coltivato sia per il sapore dei suoi frutti (mangiati freschi e per la produzione di una bevanda alcolica simile al vino) che per l'utilizzo medicinale. 

Le sue proprieta' erano conosciute anche nell'antica Roma, dove ad esempio veniva utilizzato per arrestare le emorragie, combattere il mal di gola e i disturbi dello stomaco).

 

Nel nostro paese il Gelso, cosi' largamente valorizzato nell'antichita', e' oggi una pianta quasi dimenticata dalle nuove generazioni, che raramente hanno la fortuna di poterne assaporare i frutti (e' infatti persino raro trovarli nei negozi specializzati, dove si trovano per lo piu' essiccati o in confettura, ma difficilmente freschi a causa della rapidita' di deperimento dei frutti); eppure ha cosi' tante proprieta' benefiche da essere largamente utilizzato nella medicina tradizionale cinese e naturale.

 

E' per questo, per il desiderio di valorizzazione e della riscoperta dei vecchi sapori, che abbiamo scelto di coltivare sia il gelso bianco che il gelso nero.

 

Negli ultimi anni il gelso sta nuovamente destando sempre piu' l'attenzione anche per il maggiore impiego di approcci naturali per la salute e l'alimentazione. Grazie alle sue proprieta' riconosciute (poco calorico e al tempo stesso ricco di minerali, antiossidanti e vitamine C, B e K), nella medicina tradizionale cinese e' sempre stato utilizzato per intervenire positivamente sulla qualita' della vita in generale degli organismi (esperimenti in laboratorio su topi, hanno dimostrato un allungamento della vita), sull'invecchiamento (anche per i capelli bianchi!), sul sangue (pulizia del sangue e anemia), sulla visione, sui reni, sul fegato, sull'intestino, sull'udito,... ; in Turchia vengono utilizzati anche come ricostituenti oltre che per la prevenzione e cura delle malattie da raffreddamento e nella moderna fitoterapia i frutti vengono utilizzati anche per combattere infiammazioni della bocca e il batterio coinvolto nella carie dentale e le foglie vengono utilizzate per combattere il diabete.

Kaki:

L'albero dei kaki (o cachi) e' antichissimo, storicamente una delle prime piante coltivate dall'uomo.

Originario della Cina (dove e' coltivato da oltre 2000 anni), si e' successivamente diffuso in Corea, Giappone e pian piano negli altri paesi (in Italia alla fine dell'800).

La sua prima descrizione botanica risale pero' alla fine del 1700, con il nome scientifico “Diospyros kaki “, che deriva dal greco e significa “grano di Zeus”.

L'albero del kaki e' molto bello e molto presente nelle diverse culture, sempre associato ad un significato positivo

Viene anche indicato come “melo d'oriente” e “cibo degli dei” in occidente, in Cina “l'albero delle 7 virtu'“ (longevo, non ha parassiti specifici, ha una folta chioma utile per la nidificazione degli uccelli e nei periodi piu' caldi fornisce ombra, mentre in autunno dona bellezza grazie alla tipica colorazione giallo-rosso delle foglie che, quando cadono, arricchiscono il terreno di humus; infine, l'albero fornisce un ottimo legname da ardere), mentre in Giappone “l'albero della pace” (alcune piante di kaki sono tra i pochi sopravvissuti al bombardamento atomico su Nagasaki nel 1945).

Il frutto del kaki, chiamato talvolta anche “loto”, ha un alto contenuto in vitamina C, zuccheri, betacarotene, minerali e fibre, e' consigliato come rimedio naturale per le tante proprieta' benefiche, tra cui ricostituenti, energizzanti, regolatori dell'intestino e depuratori del fegato.

All'Azienda Agricola Agrinaviglio, oltre ai kaki comuni, coltiviamo anche il “kaki vaniglia” e il “kaki Tipo”, una antica varieta' di kaki, i cui frutti sono piu' piccoli e in alcune aree chiamati anche “cioccolatini”, perche' a completa maturazione la buccia assume una colorazione accesa di arancio, mentre la polpa in corrispondenza dei semi diventa molto dolce e scura color cioccolato.

Mele:

Originaria dell'Asia centrale, la mela e' uno dei frutti piu' “semplici” e famigliari ad ogni latitudine.

E' anche uno dei piu' antichi (la loro storia evolutiva infatti sembrerebbe risalire al periodo neolitico) e a piu' alto valore simbolico (presenti nella mitologia, simbologia, narrativa, si pensi ad esempio all'assunzione a simbolo della citta' di NY e di una nota marca di computer, ispiratrice per Newton per la legge gravitazionale, ma anche frutto della tentazione per Adamo ed Eva, o avvelenata nella favola di Biancaneve, ... ), nutrizionale e “farmacologico”,

chi non conosce infatti il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”?

La mela e' un concentrato di potassio, vitamina B, acido citrico e malico, facilmente digeribile, tra le sie azioni benefiche per l'organismo combatte l'inappetenza, facilita la digestione, protegge le mucose della bocca e dell'intestino, aiuta a combattere l'asma, abbassa il colesterolo “cattivo” e aumenta quello buono (HDL), rinforza le unghie, riduce l'eccitabilita', ha proprieta' antianemiche e diuretiche; se cio' non bastasse, inoltre, ultimamente sta prendendo sempre piu' piede la teoria secondo la quale sia preziosa anche nella prevenzione dei tumori e ictus.

 

Ne sono state classificate oltre 7mila varieta', molte delle quali oramai estinte, mentre in Italia attualmente ve ne sono poco piu' di un migliaio.

 

Le nostre coltivazioni comprendono, oltre mele comuni, le seguenti varieta' antiche:

 

Ruggine Piemontese (chiamata anche “Grigia di Torriana”), e' la vera mela ruggine, antica mela del cuneese che presenta una buccia color ruggine forte e una polpa bianca soda e croccante di gusto particolare dolce acidulo molto aromatico, dal retrogusto di amaretto (la componente “amara” diminuisce man mano che il frutto matura dopo la raccolta).

Questo tipo di mela e' particolarmente ricca in minerali.

Dopo la raccolta, che avviene a fine ottobre/inizio novembre, si puo' conservare fino a 100 giorni.

 

Renetta Verde: E' una mela grossa dal gusto acidulo a buccia verde e liscia. Ottima consumata sia fresca che in confettura.

 

Dosc dur. Pianta autoctona del biellese i cui frutti hanno forma irregolare e buccia spessa, liscia e cerosa; la polpa e' soda e ha un caratteristico sapore amarognolo. Anticamente questa mela era utilizzata in cucina per produrre un piatto tradizionale a base di rape e salsiccia.

La raccolta di queste mele particolari si fa intorno a fine settembre e si consuma dal mese successivo fino a marzo.

 

Pom da l'oli': Mela molto profumata originaria della zona di Biella; ha buccia oleosa e polpa bianca dall'aspetto traslucido e vitreo.

Mirtilli:

Tra i piccoli frutti, i mirtilli sono forse i piu' noti per i benefici sulla salute. Infatti, queste piccole bacche, oltre ad essere molto gustose da gustare fresche, disidratate o in confettura, hanno numerose applicazioni sia nella medicina che in fitoterapia.  

 

Nell'antica Roma, le donne usavano diluire il succo di mirtillo nero nell'acqua del bagno per favorire l'abbronzatura ed era gia' utilizzato per curare la dissenteria;

nel Medioevo se ne decantavano le proprieta' astringenti e depurative e dai fiori i profumieri ricavavano l' “acqua degli angeli”, porta fortuna;

nelle tradizioni nordiche il mirtillo protegge dalla sfortuna e in Scandinavia i rami del mirtillo sono utilizzati nella celebrazione solstizio di inverno, a protezione dai demoni e ancora oggi in Germania durante le nozze per buon auspicio questa pianta e' bruciata al posto dell'incenso.

 

Soprattutto i mirtilli neri, sono un concentrato tra gli altri di antiossidanti, vitamine (A, B, C, E), minerali (ferro, rame, zinco, selenio), un piccolo frutto dalle grandi qualita'.

Rallentano il processo di invecchiamento, migliorano la vista, la circolazione, alleati del cervello e della forma fisica, antinfiammatori e antidolorifici, sono persino considerati antitumorali naturali!

 

Per allungare il piu' possibile la stagione di raccolta, coltiviamo diverse varieta' di mirtillo americano, dalle precoci alle tardive.

Nocciole

Il nome scientifico del nocciolo, Corylus avellana, deriva da una parola greca che significa elmo (ed infatti questi possono sembrare dei piccoli elmi) piu' Avellana, da Abella, l'antica citta' Romana (in provincia dell'attuale Avellino) dove questa pianta era ed e' maggiornamente diffusa.

 

Le sue antichissime origini, probabilmente in Mesopotamia, risalgono probabilmente a oltre 10mila anni fa; e' stata una delle prime piante coltivate dall'uomo e ancor prima, quando si trovava esclusivamente allo stato selvatico, i suoi frutti erano parte integrante della dieta dell'uomo primitivo.

Sono tanti i miti e le leggende che ruotano intorno al nocciolo, in passato ritenuta pianta dalle particolari doti magiche.

Nel calendario celtico il periodo corrispondente alla raccolta del nocciolo dava il nome al corrispondente mese lunare, mentre i frutti erano ritenuti simbolo di saggezza perche' difesi da un guscio tenace resistente alle debolezze umane. Un mito irlandese narra di una fonte ritenuta magica, sui cui bordi sorgevano noccioli magici, che avrebbero donato della saggezza o arte poetica a chiunque ne avesse mangiato i frutti. Druidi e barbi usavano tavolette divinatorie di nocciolo. Le proprieta' magiche ricorrono anche nei miti Greci e Romani: dalle proprieta' di fare magie (le bacchette magiche erano fatte di rami di nocciolo), alla proprieta' di allontanare i rettili (ancora, D'Annunzio riporta che i pastori abruzzesi utilizzavano bastoni di nocciolo per tenere lontane le vipere); un ramo di nocciolo era inoltre utilizzato dai rabdomanti per scoprire acqua e tesori nascosti.

Ma anche leggende legate alla Madonna, alcune che confermano la capacita' del nocciolo di allontanare i serpenti, altre sulla loro capacita' di allontanare i fulmini e la presenza di questo albero/arbusto nelle fiabe, come per esempio quella di Cenerentola, pianta magica in grado di esaudire i desideri.

 

Questo frutto salutare e cosi' misterioso contiene molte sostanze nutrienti, come minerali (calcio, fosforo, potassio, manganese, rame, selenio, zinco, ferro, magnesio), oltre a vitamine del gruppo B, C, E, K e J, Svolgono azione positiva per il cuore e il sistema circolatorio, contrastano il colesterolo cattivo (LDL) a favore di quello buono, contribuendo alla prevenzione per patologie come ictus, infarto, diabete e tumore.

Sono un alimento energizzante e ottimo integratore in caso di anemia, oltre a svolgere azione “anti-invecchiamento” grazie al loro alto contenuto in vitamina E, C e antiossidanti.

L'olio che si ricava dalle nocciole e' molto ricco in vitamina E e A e grassi insaturi, che lo rendono l'ingrediente ideale per molte ricette cosmetiche; e' inoltre utile in caso di irritazioni cutanee.

I fiori maschi, le foglie, la corteccia e i semi sono utilizzati anche in fitoterapia, soprattutto come cicatrizzanti e antinfiammatori.

Pere

L'origine antichissima del pero non e' del tutto chiara, probabilmente vi sono stati due principali centri di origine: la Cina e il Medio Oriente. La pera era coltivata in Grecia già 3000 anni fa.

Nella mitologia greca e romana le pere sono sacre a tre Dee: Era, Afrodite e Pomona. Ad Era ( Dea del matrimonio e del parto) il frutto viene associato come simbolo del grembo materno; ad Afrodite o Venere per i romani (Dea dell'amore, bellezza e fertilità) viene associata a livello simbolico per descrivere la forma e la sensualità del corpo femminile, ad esempio la statuina rinvenuta in Francia nel 1892 a Brassempouy "the Venus of la poir"; a Pomona (la Dea dei frutti e dei giardini) la quale veglia, cura e protegge gli alberi da frutto e sostiene la loro coltivazione.

Il frutto, tra le diverse proprieta' salutari, e' un regolatore dell'intestino e della diuresi ed e' facilmente digeribile; e' composto per oltre l'80% di acqua e ricco fibre e di sostanze antiossidanti, contiene inoltre una significativa quantita' di zuccheri semplici, vitamine (A, B, C, D, K) e di sali minerali (calcio, sodio, potassio, ferro e fluoro).

Tra le diverse varieta' antiche coltivate all'Azienda Agricola Agrinaviglio, la piu' rara e preziosa e' la PERA COCOMERINA PASTA ROSSA BIANCA: Si tratta di una antichissima varieta' di difficile reperibilita', sia perche' in pericolo di estinzione, sia perche' i delicatissimi frutti dopo la raccolta devono essere consumati velocemente, in quanto facilmente deperibili; per la tutela di questa varieta' di pera, 2003 e' stato istituito il presidio Slow Food pera cocomerina, www.peracocomerina.it/presidio.html  e una sagra dedicata a Ville di Montecoronaro.

La pera cocomerina (anche chiamata Pera Briaca per il colore rosso della sua polpa nella verieta' tardiva) presenta dimensioni molto ridotte (dai 20 ai 60 grammi!) e una buccia verde. Dolce e dal profumo che sa di moscato e sorba, puo' maturare o alla fine di agosto o, se tardiva, alla fine di ottobre. Oltre al consumo fresco, si presta molto bene alla trasformazione in confetture e liquori.

Analogamente a quanto accade per la pesca saturnina, e' difficile trovarla in commercio nei tradizionali canali di vendita dei supermercati.

 

Altre varieta' antiche che coltiviamo:

PERA WILLIAM (anche chiamata “Barlett”): e' una selezione inglese di pere della fine del 700. Si tratta di una varieta' succulenta dalla polpa bianca e dolce con aroma di moscato. E' una delle pere piu' presenti in commercio e una delle maggiormente utilizzate nella produzione di confetture e succhi di frutta.

PASSA CRASSANA: le sue origini sono in Francia nel 1800. Pera aromatica dolce a pasta bianca granulosa che in commercio si contende il primato con la Williams.

DECANA DEL COMIZIO: questa varieta' di pere a pasta bianca dolce e particolarmente aromatica e' particolarmente adatta alla preparazione di confetture. Essendo molto delicata e sensibile alle manipolazioni, deve essere raccolta e maneggiata con cura.

PERE MARTIN SECCO: e' una varieta' molto antica a polpa gialla dolce e aromatica. Si tratta di una piccola pera (nota anche come “cavicchione”, “garofala”, “Garofolino”, “Poire de saint Martin”, Roggia” e “Rousselet d'Hiver”) la cui origine e' incerta: secondo alcuni hanno avuto origine nello Champagne (dove e' gia' menzionata dal 1530), secondo altri invece dalle Alpi piemontesi (e' considerata prodotto tradizionale piemontese, P.A.T, e inserita nell'Arca del Gusto di Slow Food). Al forno o bollita, e' la pera da cottura per eccellenza, come scriveva Gallesio nel 1530 "poche pere possono starvi al confronto". Viene sovente consumata anche cruda, ma in questo caso bisogna attendere 20 o 30 giorni dalla raccolta.

Pesche

Originarie della Cina, sono il frutto estivo per eccellenza. La bellezza del pesco, con i suoi fiori e frutti, ha incantato poeti e pittori e influenzato un po' tutte le culture da cui e' passato, Egitto, Persia e tutto il Mediterraneo (portato nell'antica Roma nel I secolo d.c. Da Alessandro magno) per poi arrivare sino agli Stati Uniti, oggi il maggiore produttore mondiale.

 

In Cina ancora oggi viene considerato simbolo di immortalita' (e i suoi frutti il piu' alto dono ai cari defunti), in Egitto era considerato sacro ad Arpocrate, Dio del silenzio e dell'infanzia, mentre nel mondo occidentale e' segno di buon auspicio nella celebrazione dei matrimoni e delle nuove nascite.

Il frutto fresco ha un alto contenuto d'acqua (quasi il 90% del loro peso), vitamine (principalmente C ma anche del gruppo A e B) e minerali (principalmente potassio, fosforo, magnesio e calcio) contengono quasi il 90% molta acqua.

Secondo la medicina tradizionale cinese ed occidentale le pesche hanno diverse proprieta' salutari, tra cui antiossidanti, diuretiche, depurative, digestive e vermifughe, oltre che utili come regolatrici dell'intestino, per la circolazione e contro il mal di testa.Vanno inoltre bene nelle diete ipocaloriche e ricche di fibre.

 

Tra le pesche coltivate all'Azienda Agricola Agrinaviglio, potrai trovare la pesca Springcrest, la varieta' principale tra le pesche precoci (la maturazione dei frutti avviene gia' dalla seconda settimana di giugno), la Pesca-noce nettarina May Grand dalla caratteristica pelle liscia e rossastra, la Maria Bianca, grossa pesca saporita a polpa bianca dalle caratteristiche genomiche antiche e tra le varieta' particolarmente antiche coltiviamo la Michelini , pesca a polpa bianca tardiva (matura intorno a fine agosto/inizio settembre), le cui origini sono sconosciute (si sa che era gia' coltivata nel 1930) e la Platicarpa, conosciuta anche come Platycarpa, Saturnina, Tabacchiera o piu' semplicemente pesca Piatta, dal sapore intenso e la caratteristica forma schiacciata ad ufo. Questa stranissima pesca e' originaria della Cina; fu importata negli USA nella seconda meta' del 1800 e successivamente in Europa.

Queste due ultime varieta' non sono facili da trovare in commercio (piu' facile direttamente dal produttore) a causa del loro brevissimo periodo di conservazione, per cui e' bene consumarle entro pochi giorni dalla raccolta.

Prugne

La prugna riveste una grande importanza nella mitologia cinese e nel taoismo, in cui simbolizza la longevità e la saggezza.

Disponibili tutto l'anno: fresche da giugno a settembre o secche, sciroppate o trasformate in conserve, marmellate e succo di frutta in tutti i periodi dell'anno.

 

Gia' note ai tempi degli Etruschi e indicate da Petronio tra le golosita' del banchetto di Trimalcione, sono originarie dell'Oriente, secondo alcune fonti probabilmente introdotte in Europa da Alessandro Magno.

Le prugne si dividono sostanzialmente in due gruppi principali: le euro-asiatiche (che presentano un nocciolo separato dalla polpa soda e compatta) e le cino-giapponesi (con un nocciolo attaccato alla polpa particolarmente succosa)

 

Tutti conoscono le proprieta' lassative di questo delizioso frutto, ma non tutti sanno delle sue notevoli proprietà toniche, depurative anche del sangue, antibatteriche, antivirali, diuretiche, decongestionanti e antiossidanti (le prugne sono tra i 10 frutti piu' ricchi di antiossidanti!).

Le prugne sono ricche di polifenoli, vitamine (A, B, C e K), carotenoidi e sali minerali (sono fonte principalmente di calcio, ferro, fosforo e

Curiosita', benefici e utilizzi delle prugne: http://www.benesserenergia.it/proprieta-delle-prugne/

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